ARCHITETTURA BIOCLIMATICA: ISTRUZIONI PER L’USO

Nel corso del 19° secolo con l’avvento dell’industrializzazione della scoperta dei nuovi materiali come cemento armato e acciaio, diventati i nuovi materiali costruttivi dell’architettura moderna, unitamente alle nuove tecnologie e l’illusione di disponibilità infinita di risorse, si è registrato un progressivo abbandono sia dei materiali costruttivi naturali, sia delle tradizionali tecnologie edilizie legate ai principi di sfruttamento naturale delle risorse e del clima. Negli ultimi 60 anni, con la crisi energetica e le stime di un futuro esaurimento dei giacimenti di petrolio, gas naturale e carbone, e il crescente consumo di energia mondiale,  si è stati obbligati a rivedere le strategie costruttive degli edifici, al fine di ridurre il consumo delle fonti energetiche esauribili, ridurre gli scarti inquinanti e sfruttare al meglio l’energia ottenibile dalle risorse  rinnovabili. 

I dati ancora oggi dimostrano che l’intero settore dell’edilizia incide per circa un terzo sulle emissioni dei gas serra, un terzo sul consumo energetico e un terzo sullo spreco di risorse con una tendenza di crescita allarmante. La crescita della popolazione mondiale, unitamente alla richiesta di nuovi edifici residenziali e non, causerà una sempre maggiore domanda di materiali costruttivi, perciò il settore dell’edilizia dovrà ridurre del 50 % l’uso dei combustibili fossili. 

ARCHITETTURA BIOCLIMATICA IERI E OGGI

La migliore risposta a questi dati allarmanti, che richiedono un profondo cambiamento della progettazione degli edifici, è l’architettura sostenibile, o architettura bioclimatica, che utilizza materiali e risorse locali, tecnologie appropriate e mira essenzialmente al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, la riduzione dell’impatto ambientale e il miglioramento della salute, del comfort e della qualità della fruizione degli spazi interni da parte dell’uomo, riducendo al minimo il ricorso ad impianti meccanici. Nelle architetture sostenibili è la giusta interazione tra architettura ed ambiente a garantire il comfort degli occupanti.

Gli elementi che caratterizzano un progetto sostenibile sono: 

  • la forma geometrica del manufatto architettonico
  • la corretta localizzazione rispetto all’area urbana, la presenza di vegetazione o superfici d’acqua,
  • la giusta esposizione dei fronti ed il loro orientamento, 
  • la disponibilità di radiazione e lo sfruttamento passivo dell’energia solare,
  • la direzione dei venti e la conseguente disposizione degli ambienti e delle loro funzioni,
  • la scelta dei materiali e le caratteristiche tecnologiche dell’edificio.

Bisogna considerare, inoltre, che gli uomini in passato hanno sempre tenuto presente la disciplina dell’architettura bioclimatica per la costruzione delle proprie abitazioni. La corretta esposizione e forma della loro casa, infatti, era l’unico mezzo che avevano a disposizione per difendersi dalle avverse condizioni climatiche. Si pensi alle tipiche case campidanesi progettate per adattarsi al meglio al clima sardo, evitare un eccessivo riscaldamento dato dalla radiazione solare, sfruttare al meglio le zone d’ombra e le brezze naturali. Inoltre queste case utilizzavano mattoni di terra cruda, detto ladiri, che garantivano un ottimo comportamento termico, e non avevano nessun impatto ambientale nella produzione in quanto  materiale costruttivo naturale. In seguito però, le possibilità date delle recenti tecnologie, hanno portato a dimenticare tale disciplina in quanto, grazie ai moderni impianti di climatizzazione,  si otteneva comunque il  benessere desiderato. 

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